Il Diritto e il rovescio, più che altro...
Il Diritto e  il  rovescio, più che altro...

IL DUBBIO

QUESTO E' IL PRIMO ARTICOLO CHE SCRISSI SU OTTOPAGINE NEL DICEMBRE 1988.

AD OGGI FANNO 16 ANNI, MA POTREBBE ESSERE SCRITTO IERI.

L'UNICA DIFFERENZA E' CHE, ORA, IL VECCHIO AVVOCATO SONO IO...

IL DUBBIO

 

Era un volto di vecchio, con le rughe che disegnavano un sorriso scolpito nel tempo, gli occhi erano un lampo di luce ancora viva e buona, mentre mi guardava in un triste corridoio di un piccolo Tribunale nel basso Piemonte. Aspettavo lì che il Giudice Istruttore finisse l’udienza, poi c’erano da sentire due testimoni per la mia causa. Il vecchio, sempre sorridendo, mi si avvicinò con passo un po’ lento e incerto, e porgendomi un piccolo codice mi disse quasi sussurrando: ”Vedo che Lei è un giovane collega e sicuramente la sua vista è migliore della mia: mi legga un po’ qui, io oggi mi sento un po’ confuso… mi dovrei costituire …ho qui la comparsa… ma queste nuove norme… dovevo mica portare anche il cliente ?”

Il tono di voce era insieme imbarazzato ed avvilito, e allora capii perché mi aveva cercato: quando si è a disagio qualche volta un volto sconosciuto mette meno timore.

Gli lessi l’articolo che mi aveva chiesto, ma dagli occhi ora spalancati e quasi impauriti, persi a cercare un appiglio dove ancorarsi e fermarsi, traspariva tutto lo sgomento di chi veramente non riesce più a raccapezzarsi: gli feci un sorriso, ma ebbi un tuffo al cuore.

Lui forse capì, e continuò come riprendesse un discorso appena interrotto “sa, la testa ce l’avrei ancora buona, anche se la memoria qualche volta mi gioca brutti scherzi, e poi con l’esperienza che ho potrei fare ancora bene, ma… ora il processo è tutto cambiato, e anche tutte queste nuove leggi… non ho più la forza di seguirle… che serve più la mia esperienza ? Non ce la faccio più: a fine anno mi cancellerò dall’Albo. Eppure, sa, forse ora Lei non lo direbbe, ma sono stato un buon avvocato, ho lavorato sempre sodo, io, capacità, onestà, lealtà, me l’hanno sempre riconosciuto tutti qui: e mi sarei anche sentito di continuare, ma ora corre tutto troppo in fretta e mi mancano le forze per inseguire il mondo”

Cercai di rincuorarlo, confessandogli che anch’io, a tre anni dall’entrata in vigore del nuovo codice, e dopo le successive incredibili ulteriori rivoluzioni e riforme delle riforme della riforma, non avevo davvero le idee chiare, e tantomeno mi pareva che ce l’avessero i giudici.

Ma il vecchio avvocato non mi ascoltava più ormai, e il suo sguardo era ormai fisso, attraverso di me, a chi sa quali pensieri e ricordi: quasi sovrappensiero mi ringraziò ed entrò con passo silenzioso e discreto nell’aula di udienza.

Uscì dopo pochi minuti, e con perfetta e silenziosa discrezione si allontanò scomparendo in fondo al corridoio.

Pensai allora che quel vecchio avvocato era costretto a rinunciare alla sua professione, e con essa, forse, a una forte ragione di vita, ma pensai anche a quello cui tutti noi eravamo costretti a rinunciare: ad una fonte di esperienza, di conoscenza, di cultura, di formazione.

Solo allora mi resi conto che questo faceva parte del vero e più pesante prezzo da pagare per un legislatore cieco ed ignorante, che vara riforme e cambia schizofrenicamente le regole del gioco solo per nascondere carenze strutturali che non può, o meglio, non vuole eliminare.

Oggi si parte con le sezioni a stralcio, senza avere un numero sufficiente di giudici per formare tali sezioni. Ed infatti nella comunicazione relativa all’organizzazione di tali sezioni, (qui pubblicata a parte) si riconosce espressamente che l’istituzione delle stesse, effettuata senza l’organico sufficiente, comporterà un ulteriore slittamento dei tempi di definizione delle cause pendenti, ma si fa presente che tale ritardo sarà compensato dal fatto che le nuove cause verranno trattate con maggiore celerità. Benissimo: ora però qualcuno vada a spiegare, in vece mia, al mio cliente Tizio che la sua causa ritarderà di qualche anno, ma che si consoli, perché, in compenso, la causa dell’altro mio cliente, Caio, andrà velocissima.

Domani arriverà il Giudice unico, sapendo benissimo sin d’ora che non vi sono né strutture idonee né personale sufficiente per affrontare l’impatto di una tanto vasta e imponente riforma. Ma non vi sarà problema: sicuramente qualcuno spiegherà a Caio, che nel frattempo avrà iniziato la causa contando nei brevissimi tempi di definizione ottenuti paralizzando la causa di Tizio, che la sua causa, contrariamente a quanto si era previsto, avrà tempi molto più lunghi: anche Caio certamente si consolerà sapendo che la paralisi dell’iter della sua causa andrà però a vantaggio della nuova causa di Sempronio

Il Presidente della Repubblica è stato accusato da molti di avere offeso l’intera categoria degli avvocati tacciandoli di aver tentato di sovvertire l’ordine costituito: non voglio entrare nel merito non ho l’autorevolezza per poter adeguatamente controbattere però, se per “ordine costituito” si intende quel che si vede oggi in campo giustizia, mi sorge improvviso il dubbio: avrà mica inteso elogiarci ?

 

DISMA V. CERRUTI

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