Il Diritto e il rovescio, più che altro...
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ATTREZZI: ISTRUZIONI PER L'USO

 

 

LETTERA CHE ACCOMPAGNA UNA BORSA DEGLI ATTREZZI CHE HO REGALATO A MIO FIGLIO PER IL SUO DICIOTTESIMO COMPLEANNO

 

Mio caro ragnetto,

come un volo è  passato il tempo fino a segnare questi tuoi diciotto anni avanzati, che non è neppure un secondo fa’ che questi diciotto anni ce li avevo io e tu, che ora sei il centro di gravità permanente della mia vita, non esistevi nemmeno nelle mie più azzardate fantasie.

Evidentemente mi devo essere perso strada facendo qualche chilometro e qualche mezz’ora di viaggio, ma si sa che il tempo è abilissimo a creare scorciatoie di oblio e a comprimere i ricordi come un gigantesco file .zip: comunque sia, è certo che il turno di avere diciotto anni oggi è tutto ed esclusivamente tuo, ed è di questo che vorrei parlare.

Accanto a questa lettera c’è una trousse di attrezzi: se la apri, o meglio se la srotoli, potrai trovarci pinze, cacciaviti, chiavi inglesi e quant’altro può servire per riparare la macchina.

Avrai certamente compreso che il regalo che ti faccio, peraltro di modesto valore economico, è un regalo simbolo.

In questi anni che ho trascorso con te, da quando eri in fasce e ti tenevo in braccio, girando per quella grande sala d’ingresso per farti addormentare, sino ad ora, che mi sopravanzi di molto in altezza e in forza,   ho sempre cercato di insegnarti tutto quanto sapevo e avevo imparato attraverso tutte le mie esperienze, tante o poche che fossero, per darti modo e mezzi per affrontare la vita nel migliore dei modi.

Come tu sai, guidare qualsiasi mezzo, l’auto, la moto, il fuoristrada è sempre stata una mia grande passione, perchè trovo che guidare sia una bellissima e soprattutto efficace metafora della vita.

Ricordo come fosse ora quando per la prima volta, su quel grande marciapiede rosso di via Corsica  ho sollevato le rotelle della tua minuscola bici perchè imparassi ad andare senza, soffocando la mia naturale grande paura che senza l’aiuto delle rotelle cadessi e ti facessi male, perchè l’importante era che tu potessi imparare a pedalare tenendoti in equilibrio senza nessun appoggio.

Ti ho poi man mano insegnato a prendere le curve, ad accelerare ma  anche a frenare, ad andare veloce ma anche a fermarti e scendere se al bordo della strada vedi qualcuno in difficoltà.

Ti ho insegnato a tenere il volante con mano ferma, si, ma anche morbida e pronta ad assecondare gli avvallamenti della strada, perchè imporre al mezzo una traiettoria troppo divergente dal percorso naturale può essere pericoloso e i ritorni dello sterzo, se poi con le ruote picchi contro un ostacolo, possono essere molto dolorosi.

Ti ho insegnato a cambiare marcia nel momento in cui il motore, anche se elastico e potente, non riesce più a spingere  perchè la  salita è troppo ripida, e  perde giri fino a spegnersi se non passi ad un rapporto inferiore.

La frizione azionala sempre con dolcezza, perchè un distacco non sia mai troppo brusco o improvviso e la nuova marcia che hai inserito entri progressiva, senza provocare inutili scossoni ai tuoi compagni di viaggio.

E se ti trovi in luoghi lontani e a te stranieri, cerca sempre con molta umiltà e disponibilità di comprendere i segnali stradali che incontri, anche se espressi in lingue molto diverse dalla tua, e non evitare mai di fermarti per ascoltare le parole di un passante che magari ti sembra più disorientato di te, perchè le giuste indicazioni ti arrivano spesso da chi meno te lo aspetti e per non dover imboccare poi inutili percorsi tortuosi che non portano a nulla che non sia lo sgomento di smarrirsi.

E impara sempre a cercare sempre di comprendere come sono fatti e come funzionano tutti gli organi meccanici della tua auto: gli attrezzi che ti ho regalato non servono solo per ripararla quando è guasta, ma è forse anche più utile usarli per smontare un pezzo che fa rumore, aprirlo per vedere come è fatto e cosa c’è che non va .

E ricordati di guardare sempre nello specchietto retrovisore per accertarti che chi viaggia con te sia in grado di seguirti e capirti se vuoi fare una svolta, e se vedi che non riesce a tenerti dietro, prima di allontanarti e dargli un appuntamento per il domani, rifletti se non sia il caso di rallentare , perchè andando troppo di fretta si rischia di non vedere proprio quei particolari che valgono l’intero viaggio.

Insomma fai il miglior uso possibile degli attrezzi che ti ho regalato, senza mai dimenticare che il miglior attrezzo non vale nulla senza l’intelligenza di chi lo manovra.

Con infinito amore e affetto              

                                              Papà

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